Ma si può? Dico, si può mettere in croce un traduttore solo perché, per errore, c'è un'interruzione di pagina in più nel documento e quindi a un certo punto risulta una pagina bianca?
Si può mettere in dubbio un intero lavoro solo per una piccola svista di formattazione? Si può pensare che il traduttore abbia tradotto male e omesso delle parti di originale solo per questo motivo? Perché si deve mettere in croce un traduttore, quando basta un click per cancellare l'errore? E perché deve pagare il traduttore quando il suo lavoro, prima di arrivare al cliente finale, è comunque passato per altre due mani, cioè quelle di una collega che ha spacciato il lavoro per suo, e quelle di un'agenzia che l'ha commissionato?
Perché, se è davvero così, allora non è il mestiere per me...
Ora il giorno mi ha affaticato,
il mio fervente desiderio
dovrà accogliere serenamente
la notte stellata, come un bambino stanco.
Mani, lasciate ogni cosa che fate,
fronte, dimentica ogni pensiero,
tutto quello che i miei sensi ora
vogliono è abbandonarsi nel sonno.
E l'anima, non vigilata,
vuole librarsi in un volo libero,
per vivere nel cerchio incantato
della notte per mille volte
(Herman Hesse)
E su queste parole, trovate per caso traducendo la scheda dei Lieder di Richard Strauss, si conclude l'ennesima lunga giornata di salti mortali tra parole da tradurre e aerosol da fare al Bubino. Ma siccome non si sa quali imprevisti riserverà la giornata di domani, meglio se resisto ancora un po' e se provo a continuare per un'altra oretta. Anche se non so con quali risultati...
Non ho dovuto aspettare tanto per il responso. Ha fatto capolino già ieri mattina nella posta in arrivo. Ho aperto il messaggio con la stessa attesa di quando ci si deve togliere un cerotto. Ma alla fine è stato veloce e indolore. Una sola parola: bene.
Ebbene sì... è andata, è piaciuta, sono promossa. Sono talmente emozionata, che mi sembra quasi di parlare di un'altra persona. Il mio primo contratto editoriale. Chi l'avrebbe mai detto? Non è ancora firmato, in realtà, e al momento poco importa se non si tratta nè di narrativa, nè di russo. L'unica cosa che importa è partire in qualche modo, fare un'esperienza valida, non tanto per il successo editoriale dell'opera, ma per capire se sono tagliata per una mole di lavoro come questo. Un lavoro impegnativo che comporta concentrazione, organizzazione, costanza... qualità che spesso mi fanno difetto.
E quello che sembra il punto di arrivo si trasforma di nuovo in punto di partenza. Con mille interrogativi: sono davvero pronta per un'esperienza del genere? Ce la farò in tempi così stretti? Riuscirò a mantenere la stessa qualità della prova per 300 cartelle? Reggerò il ritmo di 8-10 cartelle al giorno per due mesi? O mi ridurrò a una pazza dislessica? Ai futuri post l'ardua sentenza.
Tra il dire e il fare (la traduttrice) c'è di mezzo il mare.
Un mare in cui buttarsi sperando di non affogare.
Tra il dire e il fare c'è il provare.
Sperando che i tentativi non siano troppo maldestri.
A volte, in questo oceano di parole, qualcuno legge fra le righe dei nostri messages in a bottle e ci offre un angolino nella zattera. Poi bisogna fare del proprio meglio per non scivolare giù.
Incrocio le dita e spedisco questa prova di traduzione arrivata per blogger-vie un po' traverse ma non troppo. Grazie ELLE :-) spero di non buttare al vento l'occasione!
ovvero: tosse e mal di gola da ieri mi fanno compagnia. Lo faranno anche oggi e forse domani.
23700 colpi alla tastiera e saranno debellati.
Sperando che la suggestione della traduzione in corso, una ricerca di mercato sui medicinali contro la tosse, non mi porti davvero questi odiosi malanni di stagione che stanno tartassando tutti (consorte compreso).
Non sarebbe male ora avere questa borsa o una maglietta con questo slogan.
Perchè ho bisogno di calma in questo momento, e tanta anche... "un sacco e una sporta" come si dice da queste parti.
Perchè se non mantengo la calma, potrei anche rispondere in malo modo alla mail dei commenti del revisore che ho appena ricevuto.
Perchè ci vuole tantissima calma per incassare le critiche e farne qualcosa di costruttivo. E io per carattere ne ho poca!
A volte fa bene prendere decisioni d'impulso, pensando ci siano occasioni che non tornano. A volte il "fare oggi anche se potresti fare domani" è la cosa più saggia da fare. Ne ho avuto la conferma con quella famosa traduzione della scorsa settimana. Per fortuna che non ho ceduto alla tentazione di prendermela comoda... Sembrava me la sentissi che poi da domenica mattina l'adsl avrebbe funzionato a singhiozzo, per poi collassare per tutto il lunedì e martedì. Se solo fosse successo prima di domenica, mi sarei trovata davvero in serie difficoltà senza San Google in mio soccorso. Già, perchè alla faccia del fatto che "tanto l'inglese è facile", quando il testo è scritto da un tecnico finlandese e forse già in lingua originale non è proprio un capolavoro della scrittura, non è poi semplicissimo tradurlo in italiano. Se poi il tecnico finlandese per l'occasione conia pure dei neologismi allora è fatta! Comunque è andata, la traduzione è giunta a destinazione domenica sera, lunedì è stata revisionata e approvata e mi sono messa tranquilla.
Ma ormai il delirio di onnipotenza aveva preso il sopravvento. Ieri quasi quasi meditavo di rimettermi in "status: available" nel programmino di collegamento dell'agenzia di traduzione... ma ho pensato di farlo nel pomeriggio, dopo aver fatto gli ultimi esami di routine pre-parto. Pensavo: magari mi mandano una-due paginette da fare in giornata e me la cavo in poco tempo. Che sarà mai?
Solo che nel pomeriggio sono stata presa da un principio di colica renale, che mi ha costretta in ospedale fino alle otto di sera. Credo che il mio piccolo ospite voglia dirmi qualcosa... Forse era il suo modo di dirmi di non fare troppi programmi? Certo non è ancora il momento di uscire, ma lui probabilmente vuole un po' di tranquillità. Quindi adesso stop per davvero!
Possibile che il primo lavoro davvero impegnativo, e sottolinerei pure ben pagato, debba arrivare proprio adesso? Era quasi scontato che andasse così.
Antefatto: Sono in contatto con questo cliente diretto dal 2003. All'inizio mi aveva promesso quintali di pagine da tradurre ed aveva pure iniziato bene, facendomi anche pensare di mollare il mio lavoro principale. Poi in realtà mi ha sempre mandato poco o nulla, una-due cartelle al mese, tipo qualche lettera, un certificato, qualche frase da inserire qua e là in manuali tradotti da altri... Così per 3 anni.
Fino a oggi. Dopo mesi di silenzio, arriva una e-mail da parte sua.
Mi chiede se mi può interessare la traduzione di una normativa tecnica russa sui macchinari industriali. Mi manda il file... 150 pagine! Faccio due conti... caspita, sarebbe una cifra esorbitante!
Ma il problema è ancora una volta il tempo... mannaggia. Ci vuole troppo tempo per me da sola, dovrei lavorarci per almeno 3 settimane full immersion. E se il piccolo decidesse di vedere il mondo prima del tempo? Dovrei magari mollare il lavoro a metà. Ma in ogni caso non credo di essere in grado di reggere il ritmo, non sono in condizioni fisiche di affrontare una lavoro del genere.
Fa caldo, non riesco a stare seduta, non sono concentrata. Devo ammettere con me stessa di essere semplicemente su un altro mondo... Solo che non avrei mai pensato di metterci esattamente un secondo a scrivere: No grazie! In altri tempi non ne sarei stata capace :) ma oggi non ho avuto dubbi.
Me ne pentirò? Adesso sono convinta di no. Ma me lo devo scrivere, per essere sicura di ricordare in futuro di aver avuto delle ottime ragioni per rifiutare un'occasione così :)
Se l'adsl mi concede finalmente la grazia di rimanere acceso per più di 5 secondi consecutivi, forse riuscirò a scrivere questo post.
Non so come sono riuscita a superare una settimana infernale ed ora posso finalmente dire di essere in maternità. Nell'ordine ho archiviato banca, notaio, strascichi di lavoro, compleanno migliore amica, compleanno suocera, primi acquisti bimbo, operai in casa nuova, pulizie casa e 36° compleanno.
Ieri per finire abbiamo voluto battere il nostro record di invitati con un pranzo per 14 persone (che cmq dovevano essere 18). Una bella tavolata di amici che volevamo fare da tanto tempo e chissà poi quando rifaremo. Vista la fatica, forse mai più :)
Ogni volta alla fine di tutto, quando finalmente anche l'ultimo piatto viene riposto incolume nella credenza, mi chiedo sempre chi me l'ha fatto fare. Tanto più che con il pancione la fatica è stata doppia... Ma il dubbio dura solo pochi giorni, poi riprendo a pensare a quale sarà la prossima occasione. Perchè in realtà adoro cucinare e organizzare questi raduni. Devo riconoscere che forse c'è una latente vena di follia nel trovare soddisfazione a rimettere in ordine una cucina ridotta come un campo di battaglia. Ma che importa?
La soddisfazione vera (anche del Consorte) è stata vedere che gli amici non ne volevano sapere di andare via, alle 18 eravamo ancora in chiacchiere a tavola, chi in chiacchere sul divano, chi a piluccare oziosamente frutta e gelato, chi a seguire i bimbi in giardino, chi a fumare l'ennesima "ultima sigaretta e poi ci salutiamo"... ancora un'ora e avrei proposto di fare una bella spaghettata per la cena :)
Ok, ora la vocina del buon senso mi avverte che la pausa blog è finita. Un nuovo episodio del reality delle aspiranti modelle mi sta aspettando. Non mi lamento, perchè è quello che ho sempre desiderato fare (le traduzioni ovviamente, non l'aspirante modella!) Ma se trovo ancora qualcuno che mi dice: "Adesso che sei a casa ti annoierai di sicuro" mi sento autorizzata a fulminarlo!