Negli ultimi dieci giorni un'altra ondata influenzale ci ha travolti. Ne stiamo uscendo adesso, pallidi, smunti e debilitati. Sono stati giorni difficili, che mi hanno lasciato spossata e svogliata.
Adriano ha iniziato a star male martedì 2. Vomitava, non mangiava, non beveva. Nella notte ci è salita la febbre alta a tutti e due, a lui per l'infezione, a me per la paura. Al mattino ho dovuto portarlo da sola dalla pediatra, poi a fare esami urgenti, anche se io stessa non mi reggevo in piedi per la febbre con tutti gli annessi e connessi (vi risparmio i particolari raccapriccianti). Siamo stati a un passo dal ricovero in ospedale, ma la pediatra ci ha consigliato di seguirlo da casa, nel suo ambiente. Ero terrorizzata, avevo una paura folle di non accorgermi che si stava disidratando. E' stata dura, ma piano piano si è ripreso, fortunatamente, grazie anche a un'ennesima botta di antibiotico...
Poi, quando per lui il peggio è passato, è stato il mio turno. Nel fine settimana ho abbassato la guardia e sono crollata. Per due giorni mi sono aggirata come un fantasma tra la camera e il bagno, non ricordo altro. Per fortuna c'era un uomo d'oro a occuparsi di tutto il resto e la risata argentina del mio bimbo ristabilito a darmi la forza per riprendermi.
Così sono andate in fumo le due settimane che dovevano essere dedicate alla casa, che mica è ancora pronta, alla faccia del contatore che scorre lassù... devo aggiornarlo! Le ultime due settimane del mio anno sabbatico... Martedì 15 riprendo il lavoro dopo un anno esatto. Perché martedì? Perché lunedì sarò impegnata come segretaria in seggio. Mica posso stare senza fare nulla, no?
