La performance di ieri è stata ottima. Il piccolino se ne è stato buono buono al nido per un'ora e dieci minuti. La mamma prima si è scolata un cappuccino bollente al baretto del paese, mentre cercava di darsi un tono noncurante sfogliando un giornale, che solo dopo dieci minuti si è resa conto essere la Gazzetta. Poi ha pagato il bollo auto e comprato un po' di viveri, abbandonando ogni velleità di shopping serio perché si ritrovava con soli 3,50 euri in tasca.
Oggi provano a fargli fare anche il sonnellino mattutino. Sono stata in fibrillazione fino alle 10.30, quando è arrivata la telefonata che il Bubu dorme di gusto. Quindi ne approfitto per un po' di pulizie. Solo che sono talmente agitata che ho letteralmente divelto dalla parete una delle tende del salone, con il bastone e tutto... A quanto pare sono io che mi devo ancora inserire :-)
Dopo un secondo giorno a dir poco disastroso, oggi - terzo giorno - si registra una permanenza al nido di ben 65 minuti, di cui addirittura 30 senza la mamma e senza pianto e stridore di denti :-)
Visto il successo, domani vogliono provare a farlo stare un'ora senza di me... o, per meglio dire, cercheranno di far stare me un'ora senza di lui. Per fortuna vicino c'è un centro commerciale, mi sa che placherò l'ansia con un sano shopping compulsivo!
Oggi è il grande giorno, il primo giorno di nido per Bubu. Siamo già andati e tornati, per un totale di un'ora fuori casa, che fanno in pratica 35 minuti netti di nido.
In cuor mio speravo che Adriano reagisse meglio, invece ha iniziato a piangere praticamente appena entrati. Eppure è un ambiente accogliente, colorato e tranquillo, i bambini sono pochi e ben seguiti, da quanto ho potuto vedere. Speriamo che l'agitazione non si protragga oltre e che gli effetti, per oggi, si limitino al saltare il sonnellino di metà mattina.
Si prospetta una settimana dura, molto dura... Se prima ero poco pronta a questo passo, ora lo sono ancora meno. Confesso che stamattina ho meditato per un'ora una scusa plausibile per non andare... Quasi quasi, ripensando agli occhioni lucidi, comincio già a prepararmene una per domani :-D
Per iniziare bene la settimana, mi sono dovuta fare una scarpinata a Venezia sotto la pioggia, per andare a fare tre ore di anticamera al tribunale, insieme a mio padre, per una testimonianza che neppure serviva. Per giunta il treno del ritorno ha pure fatto un'ora di sosta imprevista a Mestre per un imprecisato guasto ai binari (?)...
Finalmente siamo a casa. E per quanto riguarda le gite a Venezia sono a posto per i prossimi tre anni. L'emicrania è atroce, ma le scadenze incombono. Non ho neppure il coraggio di guardare la posta. Già mi basta la revisione degli schemi elettrici di una gru per terminare la giornata. E poi mi devo rituffare nel malloppone di musica classica...
Per fortuna abbiamo passato un bel fine settimana, altrimenti non potrei reggere questo lunedì pesantemente interminabile.
Domenica ho assistito addirittura ad un matrimonio a sorpresa.
Quando i nostri amici ci hanno telefonato per sapere cosa facevamo al pomeriggio, abbiamo pensato quasi ad uno scherzo... Invece no, si sono sposati per davvero! Cioè, si sono sposati in municipio sette anni fa e hanno due bimbi, ma ieri si sono sposati in chiesa, con una cerimonia intima e romantica, che per loro significava molto. Sapendo cosa c'è dietro a questa decisione, cioè il cammino di fede che è nato con la scoperta che il loro secondo figlio forse non sarà mai come gli altri bimbi, è stata una cerimonia particolarmente commovente. Mi è pure scappata una lacrima e la voce tremolante quando ho letto (in pubblico, io...) un brano dal Cantico dei Cantici. Sarà, ma io mi commuovo sempre quando leggo: mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l'amore...