Finalmente sono al sottotitolo 575 di 582, vedo la fine di questo lungo lavoro. Non so bene quando ho cominciato ad arenarmi, rallentando sempre di più. Certo è che non mi era mai successo prima di non sentirmi in sintonia con un testo. Dei sottotitoli per un documentario sull'Estonia, all'apparenza sembrava facile, scorrevole, niente di che. Il problema è che alla parola turismo inevitabilmente scatta l'associazione mentale con relax, divertimento, vacanza, spensieratezza... che difficoltà potrà mai riservare un testo del genere? In realtà proprio lì sta l'inganno. Un testo turistico può contenere una marea di nomi, luoghi, date e riferimenti da verificare, controllando minuziosamente se esistono traduzioni ufficiali o comunque consolidate. Se poi aggiungiamo che in russo i nomi vengono traslitterati e non sempre è agevole risalire alla grafia originale, mettiamoci poi uno stile arzigogolato e in qualche punto pure il frutto di un copia-incolla da varie fonti, il lavoro diventa davvero pesante. E così sono andata a rilento, con l'incubo dello svarione sempre presente, rallentando e inceppando ad ogni frase, che essendo molto stringata non mi lasciava molto scampo.
Per fortura che tradurre mi piace proprio per le sfide intrinseche che un testo può contenere. Non è nemmeno uno dei più difficili che mi siano capitati... boh! Forse è solo il caldo a fondermi i neuroni o forse sono io fuori sintonia con il mondo ultimamente (... e quando mai lo sono stata?).
O forse era solo il mio inconscio a farmi rallentare, per posticipare il più possibile la fine di questo lavoro, per non essere di nuovo alla ricerca, di nuovo in attesa...
Fare la danza della pioggia ogni tanto serve :) Ebbene... sono piovuti due lavori, un testo turistico senza scadenze particolari e una presentazione aziendale срочно. Nel frattempo mi sono arrivate altre due richieste di cui attendo conferma. I miei sassolini gettati nell'oceano cominciano a smuovere qualcosa...